Il Logo

La Medicina Tradizionale Cinese considera la carie dentale come “Fuoco dell’Intestino che sale in alto” e brucia i denti. Questo processo viene descritto con un Pittogramma che rappresenta un calderone posto sul fuoco con tre fiammelle che fuoriescono dalla parte sommitale del calderone stesso, la centrale più ampia ed alta, e due laterali simmetriche rispetto alla centrale, più basse e di dimensioni ridotte (fig. 1)

Il pittogramma cinese, costituisce la base di partenza del logo della Thyrus Odontologica che, notoriamente, opera nel campo della salute del cavo orale. Eliminati gli “appoggi” alla base del calderone presenti nel pittogramma originale, la forma a scudo di esso è stata utilizzata per richiamare gli stemmi araldici medioevali. Le fiamme sono state rese meno schematiche e lo scudo è stato chiuso con una chiave posta all’apice inferiore. Nella parte centrale troneggia il drago, il thyrus secondo la tradizione longobarda del medioevo ternano che rappresenta, in alcune tradizioni orali nordiche, il coraggio e la fierezza. Narra invece la leggenda locale della conca ternana, che il drago rappresentasse l’aria insalubre, malsana e malarica della conca stessa, sconfitta per mano di un coraggioso cavaliere.

 

Ma il thyrus, nella sua versione latina già compare in epoca romana, quando i territori interamnensi costituiscono oggetto di conquista da parte dell’Urbe (“tirus et amnis signa dederunt”). Si può quindi affermare che il drago, da sempre,

costituisce l’emblema della città di Terni. Inoltre esso, nella tradizione cinese, richiama all’Imperatore, cui spetta la responsabilità delle decisioni.

In questo caso, unico nel suo genere, il drago è stato rappresentato dall’artista ispirandosi al giurassico thyrannosaurus rex, uscendo quindi dal classico canovaccio dei draghi di terra o di aria presenti in altre tradizioni con il fine di rafforzare l’aspetto della forza e della determinazione.
Sopra la testa del drago è possibile leggere il nome “Thyrus Odontologica”, mentre il drago stesso è come sospeso sul filetto riportante il motto: “in conoscentia libertas”.
Si deve la realizzazione grafica all’artista Aldo Busi e la realizzazione scultorea all’artista Bellezza Antonio. Le iniziali dei loro nomi, così come l’anno della realizzazione (2002), sono incisi nella trachite dorata, materiale con cui è stata realizzata l’opera.